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giovedì 14 novembre 2013

10 cose belle





Lui di là in cucina che prepara polpette che mangeremo sul divano
Il pigiama che ho già ora, alle 19.30
dopo essermi fatta una fansatmagorica doccia fiume 
E' giovedì... quindi c'è X-Factor
La tempesta di foto e video di Nippino che invadono la galleria del mio telefono
Tutte le coccinelle che vedo ultimamente
Ho finalmente trovato su Amazon una cosa che cercavo da un sacco di tempo
Le ultime rose del giardino a metà novembre
Potermi essere svegliata un po' più tardi stamattina
Il primo odore di inverno là fuori


Ultimamente sono molto impegnata a cercare di fare ordine, perchè tutto questo caos me lo sto un po' portando dentro. Riesco comunque a notare il bello e a tenermelo ben stretto.
 
 

 

mercoledì 31 luglio 2013

Luglio col bene che ti voglio




Oggi finisce luglio. Io sì e no mi ero resa conto che fosse cominciato.

Luglio per me è sempre stato il mese preferito. Quello che è finita la scuola. Quello che da piccola facevo per intero al mare con i vari parenti che si alternavano. Quello che faceva caldo ma non troppo. Quello che, armata di telo, costume, Nokia 5110 rosso e graziella rosa, potevo starmene dove mi pareva dalle 9 della mattina alle 7 di sera. E poi di nuovo dopo cena. Libertà.



Poi è iniziata l’università. Le cose sono cambiate. Luglio era l’ultimo mese di studiate stakanoviste, per fortuna spesso in trasferta, rigorosamente in compagnia. Mi illudevo di essere in vacanza, anche se poi non lo ero per niente. Rimanevo bianco-mozzarella e una volta (una sola eh, che vi credete?!) è pure successo che mia mamma sbattesse fuori me e la mia amica C. a prendere un gelato, perché a forza di studiare ci eravamo ridotte a due larve rincitrullite.



2013: le cose sono ulteriormente peggiorate: lavoro da 5 anni in un posto dove luglio è uno dei mesi più caotici e duri dell’anno. Forse il peggiore in assoluto. Un periodo dove tutti sclerano e urlano si agitano e discutono e le ferie ahimè sono ancora lontane. Rimpiango moltissimo l’anno scorso quando a luglio ero in vacanza, in viaggio di nozze, per la precisione. Non accadrà mai più. Sigh.

Come se non bastasse il cantiere è ancora aperto. Apertissimo. E niente, io ogni tanto crollo. Sul lavoro alle volte sono talmente esaurita che rabbrividisco se solo ripenso a tutte le cose che ho fatto perché è assolutamente improbabile che non ne abbia toppata almeno una. A casa a volte ho la sensazione che le cose mi sfuggano di mano, che gli artigiani siano fuori controllo e che niente stia procedendo. In realtà non è così, però anche una tranquillona come me qualche volta si fa prendere dall’ansia. Prendiamo ad esempio il momento in cui, entrando nel mio bagno, non mi piaceva più. Dai, non è possibile! Erano 10 anni che pensavo a come farlo, ho disegnato sulla carta a quadretti circa un milione di soluzioni possibili, finalmente ho battezzato quella giusta, sono rimasta entusiasta quando ho visto i materiali in negozio e ho detto “voglio questo e quello”. Non era proprio possibile che non mi piacesse più. Infatti il giorno dopo m’è passata. Credo sia stato solo un crollo di nervi. Un momento no. Un po’ di stanchezza accumulata condita con la sindrome premestruale. Ecco, dai, diamo la colpa al ciclo, che ultimamente fra parentesi comincia a starmi discretamente antipatico.



Passerà, lo so. Sono certa che fra pochi mesi riderò a crepapelle pensando a me in questi giorni. Me con il dente sfasciato, che vorrei mettere questo smalto e non ho idea di dove l’ho imbucato, che lavo mutande a ciclo continuo perché ne ho tenute a disposizione solo una minima parte e ogni tanto capita che rimaniamo senza (veramente eh! Fortuna che fa caldo e il bucato si asciuga prima fuori che in asciugatrice). Mi faccio una gran tenerezza, a immaginarmi a correre di qua e di là e ad angustiarmi e rigirarmi nel letto di notte se mi viene in mente qualcosa che mi è sfuggito. Però io oggi sono questa qua. E passerà ancora qualche settimana prima che possa riderci su. Fortunatamente le ferie si avvicinano e le prossime due settimane saranno a regime parziale. Ciò significa che nei prossimi giorni di lavoro dovrò ingranare ancora una marcia (l’ultima che mi rimane, più di così schiatto) per terminare tutto e probabilmente qui mi troverete ancora più esaurita. Ma tant’è.



Vi lascio con un pensiero positivo, che credo di essermi sfogata abbastanza: stamattina mi sono svegliata di ottimo umore. Ho sognato che era nato il mio nipotino ed è stato un sogno bellissimo. Era minuscolo dentro la sua tutina di ciniglia azzurro carta da zucchero e aveva pochi capelli chiari. Mia cognata era bellissima e serena, vestita di panna e azzurro (*), lo teneva in braccio con dolcezza e ce lo mostrava per la prima volta. Mio cognato, felicissimo, giocava col bimbo che gli sorrideva e ridevamo tutti. Forse sembrerà un po’ banale ma mi ha messo molta allegria. Non è stato un sogno lungo ma era ricchissimo di dettagli che mi hanno colpita. Cercherò ti tenerlo presente quando avrò bisogno di un pensiero felice nei prossimi giorni.

(*) Sì, ho visto il video del principino George...  come dite? Condizionata? Io? Naaa.... ;)

lunedì 20 maggio 2013

DAY ONE - Da qualche parte bisogna pur cominciare


Insonne causa incubi ricorrenti di citofono che suona in piena notte.

Ore 7:15 okokmiarrendovabenemialzoooook
Ore 7:36 DRIIIN Sono la nonnaaa! (il vice Capo Cantiere, il Boss è mia mamma. Ovvio.)
Ore 7:59 mia nonna mi segue in bagno per avere una recensione del mio spazzolino elettrico. In diretta.
Ore 11:33 Nonna sono io, tutto bene!? Sì tesoro stai tranquilla. (vi ho mai parlato delle Gufate di mia nonna? No? Un giorno lo farò.)
Ore 13:15 Torno a casa e mi accoglie il mio bagno smontato in cortile. Vicino alla fontanella. Che sia un macabro segno della necessità di un piano B?
Ore 13:16 Constato con soddisfazione mista a sgomento che la casa è in reale via di sbudellamento.
Ore 13:20 Capisco dove sono finiti tutti gli elastici per capelli che ho acquistato negli ultimi dieci anni.
Ore 13:30 La nonna si premura di promettermi una adeguata fornitura di olio di oliva l'indomani (Orrore! Ne hai solo UNA bottiglia INIZIATA in casa???)
Ore 13:50 Sono di nuovo al lavoro
Ore 17:45 Ho un rapido confronto col Capo Cantiere che mi chiede a che ora ho intenzione di tornare a casa, specifico che, dopo il lavoro, ho in agenda la ceretta e la spesa e vengo adeguatamente redarguita in merito.
Ore 20:30 Un gelato con Lui è quello che ci vuole per riprendersi. Una passeggiata, due risate e passa tutto.

Esattamente un anno fa eravamo accampati più o meno come oggi. 
Almeno oggi è per un ottimo motivo.

venerdì 17 maggio 2013

Giorni strani

Aggiornamento: ci siamo trasferiti e organizzati nelle stanze che potremo continuare ad usare anche quando sarà aperto il cantiere. Una sistemazione di relativo lusso eh, non ci possiamo certo lamentare. Avremo tutto ciò che serve, anche se un po' ristretto e incasinato (e impolverato... ARGH). 
Sto cercando di prenderla come una vacanza. In campeggio. 
Poi a me non piace il campeggio, ma questo che c'entra?

Sono felice, impaziente, emozionata, anche un po' ansiosa e già nostalgica per la mia "vecchia casa" che sta già iniziando ad essere stravolta. Ma è normale, dai.

Quando è possibile, cerco di coccolarmi un po' per non impazzire prima del tempo, mi sono concessa qualche acquistino gratificante che mi terrà compagnia nei momenti in cui rimpiangerò le comodità della mia casa (dei bei gomitoloni per il mio uncinetto e qualche libro) e mi rilasso curando il nonOrto, di cui vi lascio una diapositiva: 

 

L'altra sera abbiamo mangiato un po' di lattughino e spinaci in insalata. 
Ero così orgogliosa che facevo la ruota come un pavone. tzè.