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martedì 22 novembre 2016

Mamma

Così è successo. Il 9 novembre, il giorno che ho scritto questo post, la mia vita è cambiata per sempre.

Amore, cos'è stato quello scroscio? Non avrai mica...

Rotto le acque. Ho proprio rotto le acque.

il cesareo era programmato due giorni dopo.
Ci siamo trovati in bagno, lui che mangiava due porzioni di tortellini che erano sul fuoco per cena (i tortellini fatti a mano sono come l'ostia benedetta, non si buttano neanche se cadono a terra) io, restata digiuna, a darmi una sommaria rinfrescata prima di... andare in ospedale.

L'ospedale è vicinissimo a casa ed eravamo molto tranquilli, ridevamo. Noi e le nostre borse marroni a pois, una per me e una per le bimbe. Eccitati ed impazienti. Io coi pantaloni bagnati nonostante le precauzioni prese.

Signora adesso vediamo se farglielo subito o aspettare domattina.

Domattina???

Abbiamo chiamato i reperibili, glie lo facciamo subito.

Siamo entrati in ospedale poco prima delle otto di sera, alle undici le mie bambine erano già nate. Quando le ho viste erano in stanza col papà. Infagottate in una buffa mise di stagnola. Sembravano due arrostini ai quali mancavano solo le patate.

I più begli arrostini del mondo. Ho cominciato a singhiozzare forte. Quelle erano le mie figlie e già le amavo. Non le conoscevo, ma dalla piccola porzione di viso rimasto scoperto, pur senza occhiali, era già evidente che fossero le fotocopie mia e di Lui. Le ho riconosciute... non vi so spiegare. Anche perché non ero nemmeno particolarmente lucida.

Una per uno. Sarò stata brava?! Due gemelle normopeso, portate a termine, sane e belle come il sole.
Non avrei mai osato sperare tanto. Figuriamoci chiederlo. Ma qualche volta la fortuna gira, e in men che non si dica ti ritrovi immerso fino al collo in quello che hai sempre desiderato. E a me sembra impossibile che sia esistita una vita diversa da questa, in cui scrivo questo post battendo i pollici sul cellulare, con una bimba di fianco e una sulla pancia, cercando di fare in fretta perché fra poco sarà ora della poppata e potrebbero svegliarsi da un momento all'altro.

Sono felice. Felice da far schifo. Si può dire? Se ci penso troppo mi scoppia il cuore. Certo, la stanchezza è tanta, così come i dubbi e le incertezze. Ma mai avventura è stata più desiderata, quindi ci prendiamo anche il rovescio della medaglia, quello fatto di cacca, rigurgiti, orecchie sfondate e una buona dose di dolore fisico... al quale forse nemmeno io ero preparata.

Ma ne vale la pena. Per stare su questa nuvoletta ne vale assolutamente la pena. Se poi capisci che la nuvoletta ora è tua e nessuno mai più ti costringerà a scendere...

Non rinunciate ai vostri sogni. Non sempre volere è potere, ma insistere e resistere sono già un buon punto di partenza. Credeteci. Aiutatevi. Fate tutto ciò che sia in vostro potere. Senza paura, non mollate mai.

giovedì 8 settembre 2016

29+3 Calzine e tutine minuscole sul tavolo da pranzo

Capita che Lui si offra di spalmarti la Rilastil sul pancione e farti un bel massaggio con un po' di musichina rilassante in sottofondo. Dandoti tempo per pensare sotto il tocco delle sue mani che ti fanno sentire sicura, ti fanno sentire a casa. E, come ogni volta che negli ultimi mesi mi fermo a pensare, mi trasformo in un barattolino straripante di gratitudine. E mi faccio una piangiutina, vabbè.

Ce l'abbiamo fatta. Noi. Io e Lui, da soli. Grazie alle nostre forze abbiamo cambiato le cose. Questo Natale non lo passerò certo a piangere appoggiata al piano della cucina. Ne questo ne i prossimi. In questi giorni di shopping per le bambine e per la valigia dell'ospedale sto magicamente cominciando ad abituarmi all'idea. Scegliere, vedere e toccare quelle che saranno le loro cose, per davvero, ha significato moltissimo per me.

Loro stanno bene, crescono e stanno arrivando. E io non riesco a contenere la gioia!

giovedì 18 agosto 2016

26+3 il tempo scorre velocissimo [terzo trimestre]

Contemplo la mia pancia muoversi mentre le inquiline si esibiscono in ballo e capriole. Talvolta in dormiveglia mi capita di non capire cosa stia succedendo: ah già che sono incint... Ma chi? Io? Me lo sarò sognat... No no sono incinta per davvero! A volte mi rassegno all'idea che non mi abituerò mai a tanta grazia. Metto le mani sulla pancia e ascolto. Ascolto forte. Cerco di immagazzinare tutto. Non voglio perdermi niente di questi mesi che scorrono veloci.

Sdraiarmi vicino a lui con la pancia sulla sua schiena e sentirlo ridere quando sente i calci è una delle sensazioni più belle della vita. Immagazzino questi bei ricordi. Li chiudo in cassaforte come un tesoro prezioso. Il mio. 
Ve l'ho detto che sono ricca, adesso.

L'amica F. Ha partorito i suoi gemelli. È andato tutto splendidamente e stanno bene. Scoppio di gioia per loro. E non posso fare a meno di pensare che fra non molto anche noi conosceremo le nostre bambine. Non riesco a inmaginarle, forse non voglio neanche provarci troppo, tanto non indovinerei. Però mi capita di osservare i bambini in spiaggia e di pensare "ecco questa potrebbe essere mia figlia" oppure "no questa no"... Più che altro dal punto di vista fisico. Un giochino che mi permette di fantasticare un po'. Le mie bambine. Fra poco conoscerò le mie bambine. Ci rendiamo conto!?

Come da programma i fastidi fisici sono in aumento. Più acidità. Più problemi digestivi. E qui mi fermo con l'apparato digerente che è meglio stendere un velo. Più dolore alle fasce muscolari che hanno sostituito gli addominali da tempo fuori uso. Più fatica nei movimenti. Più affanno e tachicardia, anche a riposo. Più fatica a camminare. Più malessere quando acquisto una nuova posizione. Più effetto clessidra... Questa ve la spiego: in gravidanza qualcuna ha provato l'effetto clessidra? O è una cosa che mi sono inventata io? È quella sensazione che il contenuto dell'addome si debba risistemare ogni volta che si cambia posizione, specialmente quando ci si alza in piedi, provocando nausea e un po' di dolore. Credo sia del tutto normale, ma è una strana cosa!

E comunque me le tengo tutte, le strane sensazioni. Chè sono un prezzo da pagare anche troppo basso. Forse perché mi sono messa in testa che fare un figlio quandovoglioioegratis sia impossibile, o almeno impossibile per me. Nel complesso la situazione non mi pesa. Non sto lavorando da maggio, ho tempo e modo di recuperare le energie. Mi sto dedicando solo a quello che riesco, a quello che ci sta, e preferibilmente a quello che non riuscirò a fare dopo. Tipo l'enigmisitica e i giornalini da colorare per adulti. Presente? Quelle stupidate lì. Quando posso sulla sdraio in spiaggia. Ridacchiando quando sento un bambino urlante "l'anno prossimo ne avrai due!" penso. Sono pronta. Fra poco comincia l'Avventura.

Quindi benvenuto terzo trimestre. Ci hai messo poco ad arrivare! Ti aspettavamo.

venerdì 8 aprile 2016

mercoledì 16 marzo 2016

Silenzio stampa - Ho fatto le beta e...


Mi sono preparata una tisana alla ciliegia, mi sono seduta comoda. 
Ora vi racconto.

Il giorno del compleanno dell'amica E, il 16 febbraio, mi è arrivato il ciclo. Il giorno dopo ho cominciato la stimolazione per la PMA. Il 5 di marzo, in quinta giornata, un giorno speciale per l'amica C, e compleanno di un'altra amica E, abbiamo trasferito due blastocisti di buona qualità dopo il pick up del 29 febbraio. Un giorno raro e un po' magico, ha detto l'amica LA. Sfruttalo al meglio, diceva Facebook. Due giorni dopo il transfer, il 7 marzo, il mio numero preferito, oltre all'ormai solito piccolo mal di pancia, ho sentito due fitte acute, una a distanza di qualche ora dall'altra, che mi hanno fatto capire che qualcosa stava succedendo. Il giorno dopo, l'8, un fastidio forte e chiarissimo al seno ha fatto la sua comparsa improvvisamente. E pian piano sono arrivati piccoli capogiri, un sonno inconsolabile, tachicardia di tanto in tanto, grandissime sudate senza un vero motivo, lo stupore nell'avvertire qualche odore in modo più intenso del dovuto (ho girato tutta casa di mia madre per trovare un pompelmo, perchè ero sicura che ci fosse). 

Il giorno 11, sesto post transfer, mi era preso un po' il panico perchè il fastidio al seno era diminuito. Volevo una rassicurazione, un conforto e mi è venuta un'idea geniale. Perchè non fare un test di ovulazione? Mi ero imposta di non fare test di gravidanza prima del 14, giorno in cui mi avevano detto di fare le beta, ma avevo ancora il cassetto pieno di test di ovulazione... e noi cacciatrici esperte sappiamo che funzionano anche come test di gravidanza. Però erano scaduti a giugno. Tanto meglio, così se il risultato non mi fosse piaciuto, avrei potuto dare la colpa alla scadenza del test. Ditemi se non è un piano diabolico questo. Un'ombra in effetti c'era. E noi sappiamo che un'ombra è già un grande sì scritto a caratteri cubitali. Ma non mi sono illusa troppo, è scaduto, suvvia. In gran segreto e incerta dell'attendibilità del risultato, ne ho ripetuto uno il 12, dove la linea era un po' più marcata, e uno il 14, la mattina prima di fare le beta, e questo era senza dubbio positivo. Dalla foto non è nitido, ma dal vero è chiarissimo come siano in gradazione.

Beh. Ho poi scoperto che i test scaduti portano fortuna, come mi aveva anticipato Mamma Ova. 

Le beta erano 196.6. Di già. Al nono giorno post transfer, ipoteticamente 7 giorni dopo l'impianto, se vogliamo supporre che l'impianto siano stati quei grossi crampi il giorno 7. Oggi, 16 marzo, undicesimo giorno post transfer, le beta sono 495 e la Boss dice che stanno crescendo correttamente. 

Se tutto continuerà a procedere bene, verso fine mese dovrei fare la prima ecografia. 

Io. 
Mammagari. 
Il sine causa. 
Quella che ci prova da 4 anni abbondanti. 
Quella che è stata doppiata da tutti.

Ecco, quella lì adesso può calcolarsi la DPP. Che fra parentesi secondo i vari calcolatori on line sarebbe il giorno del compleanno dell'amica A. 
Mani sulla faccia e stordimento.

Da non crederci, sul serio. Sono incinta. 

E non riesco a dirlo a voce alta. Ci provo, ma quella parola non esce. Al massimo mi viene la ridarola o il panico per il lavoro. Non per la gravidanza, per quella sono serenissima. Dopo quello che ho passato non ho più paura di niente.

Non è nemmeno scaramanzia, sebbene sia super consapevole che abbiamo portato a casa questa vittoria, non vuol dire che vinceremo la guerra. Adesso viene il difficile, lo so. Ma mi sembra un peccato non festeggiare. Perchè ne ho proprio voglia. Festeggio il test positivo, non la nascita di un figlio, per quella spero che ci sarà tempo. Perchè adesso c'è qualcuno lì dentro. E anche se non lo conosco ancora, ogni mio sforzo sarà per fare il suo bene. Sono pronta, ho aspettato tanto.

Forse per questo faccio così fatica ad abituarmi all'idea. Il mio corpo mi dà decine di segnali. Oggi a pranzo ho mangiato metà della mia pasta, ho dormito un'oretta, poi l'ho finita. Non entro più nei miei reggiseni. Tutti gli amici e i parenti, che sono a conoscenza del percorso, chiedono. Poi gioiscono e si congratulano. Però ancora non ci posso credere. 
Sono perdonata, vero?




mercoledì 2 marzo 2016

Intermezzo [tra PU e Transfer]

Sono completamente fusa. Ho scritto un post 5 minuti dopo il pick up, vi rendete conto? 

Ma di fronte alla gioia di questi giorni non so contenermi, devo buttarne fuori un po' e condividerla, altrimenti esplodo. Sta andando vergognosamente tutto bene. E non me ne frega niente della scaramanzia, non è che se lo metto nero su bianco cambia qualcosa. Se a un certo punto dovrà andare male lo farà lo stesso, sia che io mi goda questi momenti sia che io non lo faccia. Quindi tanto vale assaporare il gusto buono di questo sorriso che mi si è stampato in faccia, ora che c'è. 
Poi si vedrà.

In terra fiorentina i nostri gameti si son dati alla pazza gioia e, dei 16 ovociti prelevati:
14 sono stati inseminati
il 15esimo era anomalo
il 16esimo era immaturo

Dei 14 inseminati
11 stanno procedendo pefettamente
1 procede ma è un po' indietro rispetto agli altri
il 13esimo era anomalo
il 14esimo era anomalo

Quindi, allo stato attuale delle cose ce ne sono 11 buoni, forse 12. Un numero che resta altissimo e continua ad essere il miglior modo in cui le cose potevano andare.
A dire il vero sono dati di martedì, il primo giorno dopo il pick up, e oggi è già giovedì il terzo giorno, ma ieri non ho voluto chiamare... Un po' per non fare la stalker alle biologhe, un po' perchè se mi dicessero che le cose sono peggiorate ci rimarrei male. Ma se oggi non dovessero chiamare loro, lo farò io. 

Anche perchè... il transfer è fissato per sabato mattina ma non è ancora confermato, e vorrei giusto sapere quando dobbiamo metterci in macchina. 
Il transfer. A noi. A me. 

Vi giuro che non riesco ancora a rendermene conto. Mi sembra un sogno. Un film. Un bel film, ma del quale non riesco proprio a realizzare di essere la protagonista. 
L'attesa lunghissima che c'è stata prima della PMA ha congelato un po' tutti i sentimenti e i desideri. 

Come dice l'amica F "io sono rimasta incinta che avevo solo cominciato a pensare che mi sarebbe piaciuto avere un figlio, voi avete avuto tempo di farvi tanti di quei viaggi, e poi smontarli, che nel frattempo io ho fatto tre figli e non me ne sono neanche accorta". Accidenti, io non riesco nemmeno più a considerare l'idea che si possa rimanere incinta senza la medicina, le punture, gli orari, le tabelle di marcia, le bugie al lavoro, le mille visite... e magari anche gratis! Mi sembra quasi assurdo. 

Ma le strade che vengono assegnate a ciascuno di noi sono diversissime e credo che ognuno abbia il dovere di trarne il più possibile il buono. Io credo di star facendo bene la mia parte, spero di andare avanti così.

mercoledì 24 febbraio 2016

13 [secondo monitoraggio pre ICSI]

Ha messo su una bella squadretta! 
(dice la Dottoressa Mora contando TREDICI follicoli)

Pensi, per adesso non ho nemmeno dolore. Anzi, non ho particolari disturbi in generale. 
Per la IUI sono stata decisamente peggio, nonostante i dosaggi molto inferiori.

Non ha dolori con un ovaio così grosso (ndr il sinistro è normale, il destro è 44 x 39 mm)? 
Ma sentirà, oh se sentirà, arriveranno.

Ho deciso che non metto le mani avanti. Se arriveranno i dolori pazienza, ma non ho davvero voglia di preoccuparmi. Fra l'altro sarebbe del tutto inutile. Mi sento bene, sono solo un po' stanca ed è più che altro il raffreddore a non darmi tregua. Poco male, spero solo di smettere di starnutire prima del Transfer perchè credo mi farebbe una bruttissima impressione. Tutta 'sta fatica per mettere qualcosa dentro poi io lo sparo fuori nel tempo di un ETCI'? Giammai.
Ma c'è tempo, e ci sono molti punti da smarcare prima di quello. Una cosa alla volta. Ora pensiamo alla cova. Se tutto procede in questo modo, la Dottoressa Mora ipotizza che la Boss potrebbe fissare il Pick Up per lunedì. *deglutisce*

Finchè non ne ho motivo, sto su di morale. Sono davvero carica, più di così a me stessa non saprei cosa chiedere. Quindi torno a covare sul divano, il gatto mi sta già aspettando e mi chiama anche.

Grazie per il vostro sostegno, chi qui chi altrove, ci siete davvero tutti e il vostro tifo da stadio è importante e preziosissimo. Vi stritolo di abbracci, ognuno di voi.

martedì 23 febbraio 2016

Cetrotide? No problem.

In un'altra vita devo essere stata uno scolapasta. Altrimenti non si spiega.

Sto reggendo bene tutti i buchi e i nuovi farmaci, il Gonal per ora mi da molto meno fastidio del Puregon (che mi aveva stesa!) e il temuto Cetrotide alla fine sì, pizzica, ma davvero poco e per poco tempo ed è vero, lascia un bozzo, che però per il momento non da fastidio, è solo un po' caldo e più che altro è brutto da vedere. La preparazione del farmaco, che in Italia viene venduto in polvere, è fattibile anche per un'inetta come me. Anche i lividi per ora sono piccoli e nel giro di un paio di giorni scompaiono. Sto diventando bravina, via. Me lo dico da sola. Pat pat sulla spalla.

Intanto comincio a pensare al pick up... sono al settimo giorno di terapia (protocollo corto) e non me lo hanno ancora nominato. Sto facendo la brava gallinella e covo con impegno e pazienza. Mi viene molto bene anche questo, sapete? Specialmente la fase in cui devo stare appollaiata sul divano, con il gatto che mi fa la guardia. Oggi mi sono sparata la sesta seduta di agopuntura (come se di buchi non ne avessi già abbastanza), e domani ho il secondo prelievo e il secondo monitoraggio.

Non vedo l'ora di vedere i miei ovetti!


lunedì 22 febbraio 2016

Son partiti [primo monitoraggio pre ICSI]

La cacciatrice di cicogne è una donna impegnata: si alza la mattina presto anche se non ha chiuso occhio per colpa del prurito inconsolabile al naso causato da un accenno bastardo di raffreddore, si avvia temeraria in centro, trova parcheggio e va a farsi prelevare il sangue per il dosaggio dell'estradiolo (perchè solo immettere liquidi tramite aghi? mi pare giusto anche toglierne, per mantenere l'equilibrio); toglie la macchina dal parcheggio trovato per miracolo e ne cerca un altro in una zona diversa, ma altrettanto problematica, lo trova e, in largo anticipo sulla tabella di marcia, fa passare un'oretta poi si reca dalla dottoressa Pettinata ad effettuare il primo monitoraggio.
Torna finalmente a casa dove, ignorando i dolori alle ovaie, gioca un po' alla casalinga disperata, mangia poi crolla sul divan... parte il martello pneumatico.
Allora si arrende e litiga col pc dove Lui ha formattatodisinstallatofattotabularasa, riesce a inviare gli esiti alla clinica quasi fuori tempo massimo. E ora attende.

Vi ho detto che abbiamo di nuovo i muratori a Casa Gialla? Stavolta è il turno della tavernetta, sarà una cosa rapida e indolore. Spero.

Gli esiti odierni, per dovere di cronaca, sono i seguenti:

Abbiamo 12 DODICI D.O.D.I.C.I.follicoli di dimensioni fra 9 e 12.5 mm (più altri minori che speriamo stiano al loro posto, se no dalla regia mi dicono che diventerebbero troppi).

Estradiolo 636.10 (che mi pare essere alto, ma non ho voglia di googlare e imparanoiarmi per niente, ci penserà la Boss a valutare).

Attendo la telefonata dal centro, vediamo cosa dicono. Mi sento un po' Ambra quando aspettava l'imbeccata dalla cuffia. Ditemi quello che devo fare, e io lo faccio!

mercoledì 17 febbraio 2016

martedì 16 febbraio 2016

Ignoranza [Il Medio Evo è qui]

Italia. Anno 2016. Oggi ho sentito con le mie orecchie una donna solidarizzare con un'altra donna che accusava una terza donna, sua collega, di essere rimasta incinta. Perché anche un'altra collega è incinta e non era certo questo il momento di rimanerci. "Perché il controllo della patata ce lo abbiamo tutte e sarebbe il caso di esercitarlo. Avrebbero potuto almeno coordinarsi."

Solo un piccolo accenno al datore di lavoro che non prevede sostituzioni in caso di maternità delle dipendenti. Piccolissimo.

Le peggiori nemiche delle donne, molto più spesso di quanto si pensi, sono le donne. Questo mi fa sempre riflettere molto. E trarre conclusioni che non mi piacciono mai. Sulla società, sull'essere donna, sulla solidarietà. Anche sull'ignoranza a proposito di infertilità, devo ammetterlo. Se fosse stato concesso a me, di coordinarmi, a quest'ora starei valutando l'opportunità di fare un terzo figlio, ad esempio.

Per la cronaca, il ciclo oggi è arrivato, puntualissimo. Vado ad affilare le siringhe. Ci sentiamo presto!

domenica 14 febbraio 2016

Questione di giorni.

Vicino casa mia c'è una strada con un grosso dislivello nell'asfalto che fa fare un piccolo salto alla macchina. Quando ho voglia di fare la scema, io lì faccio un urletto, come per fare finta di essere sulle montagne russe.

Sperare di essere presto mamma è pensare ogni volta che passo di lì di poter condividere con mio figlio quel momento di scemenza.

Ma è anche la scelta del pavimento nuovo del piano terra della casa gialla, nel caso in cui dei piedini piccoli corressero dentro e fuori con i sassi incastrati nelle scarpe.

O comprare cose di qualità sperando che durino, perché se e quando ci sarà un bambino, tempo e denaro riservati allo shopping saranno dedicati a lui.

Studiare mentalmente modelli di lavoro a maglia molto piccoli e molto coccoli. Che tanto non sarei assolutamente in grado di fare e, nel caso fortunato di averne bisogno, non ne avrei nemmeno il tempo.

Manca poco, molto poco!
I pensieri si annodano spesso e volentieri.

lunedì 8 febbraio 2016

Spunto elenchi [come ci si prepara alla FIVET]

Quel tempo (1 mese) che inizialmente mi sembrava pochissimo e stretto, si sta rivelando più che sufficiente per fare più o meno tutto. Compresa la ginnastica (ma davvero ho avuto la Wii in casa per tanti anni senza usarla quasi mai?). Sulla mia agenda compaiono liste ordinate ed appuntamenti, e progressivamente le cose da fare stanno diminuendo.

Veterinario, parrucchiere, depilazione laser, manutenzione auto, lavare un vecchio ed immenso servizio di piatti ricevuto in regalo, mettere da parte libri e gomitoli...

Molte in realtà non sarebbero così necessarie (come fare scorta di detersivi e carta igienica.... È una FIVET non la guerra imminente) ma concorrono al raggiungimento della mia tranquillità, alla mia personalissima percezione dell'avere o meno questa cosa sotto controllo, di poterla governare, domare.

Perché più sento di averla sotto controllo più ho la sensazione inebriante che questa cosa andrà bene. 
La FIVET. La mia.

Non sto più nella pelle.

lunedì 4 gennaio 2016

Della scelta di un mantra [fatti sotto 2016, sono pronta]

L'infertilità è una gran brutta rottura di palle. L'imprevisto possibile, ma improbabile, che va a scombussolare quel bel programmino che ti eri fatta. 

Una tappa obbligata che ti costringe a ridiscutere la solidità del tuo rapporto di coppia e delle tue finanze. Che ti incasina  le amicizie e a volte anche il carattere. Che ti fa credere di avere un milione di problemi, solo perché sei triste e di cattivo umore a causa del tuo unico - in realtà - problema. Sempre lei, l'infertilità.

Tutto è amplificato se, come me, hai fondato i pilastri della tua felicità nella costruzione di una famiglia numerosa. Se ti eri organizzato in questo senso. Che sia giusto o sbagliato non importa, il fallimento in questo campo per quanto mi riguarda non è mai stato ammesso.

Ho rinunciato a fare le magistrali. A studiare psicologia all'università. A cercare un lavoro che avesse una qualche valenza sociale o particolari possibilità di carriera. Tutto sapendo che avrei potuto risparmiare il mio tempo e le mie attitudini pedagogiche per il ruolo di mamma giovane con i miei (plurale che significa almeno almeno 2, possibilmente 3) bambini. Che a quest'ora sarebbero dovuti essere alle elementari. Frustrazione cosmica.

Ma a questo sogno non rinuncio. Prima o poi riuscirò a prendermelo.

Fa niente se desideravo ardentemente essere la prima delle mie 20 compagne di classe ad avere un figlio, come se fosse chissà quale vanto (invece sono stata doppiata e oltre). Pazienza se tutte le coppie della nostra età che erano con noi in viaggio di nozze stanno festeggiando già dei compleanni numero uno o sono prossime al parto.

Anche noi arriveremo. Per ultimi, ma ce la faremo. Ce la facciamo. Ce la faccio. Col sorriso beffardo e spolverandomi la spalla da un po' di quella terra che mi tocca ingoiare, procedo senza sosta.

"Ce la fai" sarà il mio mantra 2016. Non "ce la farai", non "coraggio che ce la fai".

Ce la fai, e basta. Perché non può essere altro che questo.

Ora devo aspettare il nuovo appuntamento con la Boss, quello in cui capiremo se finalmente potremo cominciare a fare sul serio. Per ingannare il tempo cercherò di perdere qualche chilo. Non mi annoio, mai.

domenica 27 dicembre 2015

Riparto dal via [aspettative per il 2016]

Scusatemi, non ho fatto gli auguri quasi a nessuno. Ma il giorno di Natale ho fatto la Zia. Zia con la zeta malferma e dolcissima di un bambino duenne, con i capelli fini ed elettrici come quei piumini multicolor che vendono alle fiere per spolverare i termosifoni. Quel nanetto che ormai corre veloce, mi prende per mano e mi accompagna a vedere il gioco che vuole fare, o il libro che mi vuole leggere. Che ha enormi aspettative sulle mie doti ingegneristiche per la costruzione di ponti e archi di trionfo di mattoncini colorati.

Che mi fa dimenticare per una giornata intera che di solito non ho il privilegio di godere di quegli sguardi entusiasti e colmi di meraviglia.

Scusatemi ancora se non vi ho fatto gli auguri, ma capite? Avevo proprio altro da fare.

È stato un Natale strano, tutti i piani scombinati. Mia madre arrabbiata, mio padre abbacchiato. I regali dimenticati a casa. La varicella a sorpresa. 

Ho visto Lui piangere come rarissimamente è successo in nove anni. È un'immagine che non dimenticherò. Come non dimenticherò nemmeno di averlo visto ballare le canzoni di natale facendo lo scemo per far smettere di piangere me.

Avevo grandi aspettative per questo 2015 ma ho dovuto pazientare ancora. Tiro i dadi e riparto dal via. Sono pronta per il 2016. Non può sempre andare male!


lunedì 21 dicembre 2015

Ambizioni [aspettando il Natale]

Avrei voglia di fare codini e leggere racconti. Infilare pigiami e scaldare camomille. Cullare qualcuno con le lucine dell’albero come sfondo. Avrei voglia di preparare merende e colazioni.  E di nascondere regali. Vorrei tanto dover stare attenta alle statuine di ceramica della mia nonna che oggi invece sono lì nel presepe a fare bella mostra di sé, senza preoccuparsi che arrivi una manina grassoccia a farle in mille pezzi. 

Sarei disposta a confrontarmi con il vestitino della festa irrimediabilmente da cambiare per un rigurgito o una manata zozza dell’ultimo momento, e con il baule della macchina off limits poiché riservato al trio. Mi andrebbe bene anche dover restare tappata in casa per colpa di un’influenza o di una varicella. Mi accontenterei. 

Ma anche quest’anno andrà così. 

Il fatto è che ho comprato l’agenda nuova e sto trascrivendo qualche impegno, qualche visita... Facendo scorrere le pagine ed i mesi mi è salita un po’ l’ansia. 

Non voglio nemmeno pensare all’eventualità che fra un anno possa essere ancora tutto così. 

Un altro anno. Non so se reggerei. 

Sì che reggerei, per forza. Ma spero di non doverlo fare. Sto facendo molta fatica, anche se ero preparata. Non ci vuole un genio a capire che a Natale le cose per noi si fanno più dure. Poi ci si mette anche il lavoro che per me in questo periodo è tanto e non avere tempo, non dico per me, ma nemmeno per pensare, mi abbruttisce terribilmente. 

Ma ormai lo sapete, non mi sopporto quando sono depressa. Devo concentrarmi sulle cose belle. E ce ne sono, caspita!!! Alla fine l’amica F. non solo è incinta, ma è incinta di due gemelli. E’ un po’ scossa, poverina. Ma quanta grazia! Che meraviglia! Spero almeno di potermi riciclare come babysitter. Poi recentemente abbiamo sentito la Boss. Abbiamo fissato un appuntamento a gennaio per valutare un passaggio da IUI a FIVET per il prossimo trattamento. Vogliamo fare sul serio. 

Ho davvero bisogno di sapere che non perderemo altro tempo, non potrei sopportarlo. Chè la vita è una e per i rimorsi non c’è spazio. 

Nel frattempo faccio il conto alla rovescia e attendo con impazienza i (pochi) giorni in cui mi fermerò. Ho davvero bisogno di dedicarmi ad attività amene e distogliermi dalla routine. Fare un bagno e leggere un libro, uno solo, sarà più che sufficiente. Forza.

venerdì 11 dicembre 2015

Oggi le comiche [un altro giro di giostra, senza prendere la coda]

Stasera l'ennesimo annuncio della (seconda) cicogna in arrivo. Dopo una giornata di saluti a una delle colleghe preferite che domani entra (per la terza volta) in maternità. 

È buffo. Ormai le persone sono imbarazzate quando mi mettono a conoscenza di una gravidanza. Di solito lo dicono prima a Lui, per fargli preparare il terreno. Ma in realtà non serve. E comunque non lo farebbe. Non è colpa loro se non resto incinta io, perché dovrei prendermela? Poi è già successo che io della gravidanza di turno fossi già a conoscenza. Come dice Lui "ormai ho il radar". 

È una strana sensazione dolce e amara. Le persone si preoccupano che io non ci resti male, quando in realtà la loro felicità non mi ferisce. Certo che invidio l'amica F. per la quale dovrò preparare una copertina all'uncinetto per settembre. Ma sono soprattutto contenta per lei. 

Ero sinceramente emozionata di sapere che sulla sedia anni ottanta della mia sala ci fosse seduto l'involucro di un piccolo miracolo. E felice anche di sapere che quel piccolo miracolo avrà dei bravi genitori e una bellissima famiglia. 

Mentre io pensavo a queste cose, e le attenzioni dovevano ricadere sulla novità, gli sguardi erano invece puntati su di me e temevano un crollo, vagamente imbarazzati.

Invece io ero felice. L'ho detto? E anche grata di avere attorno delle persone che si sono sforzate di darmi la notizia nel modo migliore, meno "traumatico", facendo giri di parole degni della spiegazione che si darebbe alla futura sorella maggiore che intanto stava giocando a memory sul mio pavimento.

Sono un po' sfigata, ormai l'abbiamo capito. Ma anche fortunata. Ho l'opportunità di godere delle attenzioni di chi mi vuole bene. Ed è molto più facile capire chi sia a volermene, anche se non ci si conosce da una vita. Butta via.

Ora scrivo un messaggio a F. 
Le dico di stare tranquilla e che la abbraccio forte. Ma di sicuro non le chiedo da quanto ci stessero provando...

giovedì 26 novembre 2015

Oggi ho capito

L'infertilità è commuoversi per colpa di un piccolo berretto col pon pon che spunta dal sedile di una macchina.

martedì 17 novembre 2015

Felicità e fastidio. Uno strano mix.

Amore è telefonarsi per condividere un tramonto.
Amore è alzarsi a preparare una torta che sia pronta per colazione.
Amore è andare a letto presto, anche se non ne avevi voglia.
Amore è trovare sempre il tempo per un abbraccio, anche quando di tempo non ce n'è.
Amore è fare i cretini al semaforo, ma su due macchine diverse.
Amore è comprare sempre due pacchetti di caramelle.
Amore scalpita e straripa.
Amore è una luce che diventa sempre più forte e non si può contenere.

Sarebbe bello essere in tanti a poterne gioire. È un peccato avere tanto bene e non poterlo condividere. Dover sprecare le proprie energie in un percorso che dovrebbe essere superfluo, e poter arrivare alla meta con tanta più facilità. Come se la meta fosse un passaggio naturale, e non l'agognato traguardo di una gara faticosa e difficile.

In questi giorni pensierosi mi trovo a provare invidia. E non mi piace per niente. Sono invidiosa di chi non ha dovuto faticare così tanto e soffrire. Sono infastidita da chi ha avuto un dono grande e non glie ne importava più di tanto. Provo una strisciante repulsione per chi non sa quanto è fortunata.

So che è un momento e che passerà. Ma per ora mi sento più solidale con l'amica F. che ha avuto il suo primo bimbo dopo poco più di 20 settimane di gestazione, e grazie al cielo ora ha tre anni e sta da favola. Mi sento solidale con l'amica A. che non sa cosa sia l'attesa del test positivo, ma ha imparato che da quel momento in avanti le cose possono precipitare. Mi sento vicina alla collega A. che con la PMA alla fine è riuscita ad abbracciare la sua bambina, ma questo percorso l'ha segnata in modo irreparabile. Sento di intendermela con voi che mi leggete, che in tante sapete di cosa sto parlando.

Piano piano tornerò ad essere solidale con tutte. Non mi piaccio quando sono così. Però ogni tanto è inevitabile riflettere su quanti anni avrebbe mio figlio se fosse arrivato subito. E su quanti fratelli avrebbe. E su come sarebbe stato questo Natale.

Le cose invece stanno come stanno. E non bisogna certo lamentarsi. Tutto sommato vanno anche bene, credo che dovrei concentrarmi su questo. Ci amiamo. Siamo felici. Casa gialla ora è proprio finita ed è un nido comodo e accogliente. Al lavoro le cose vanno discretamente. 

E a gennaio ci riproviamo.

[Direi che è su questo che mi concentrerò.]