Visualizzazione post con etichetta Lui. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lui. Mostra tutti i post

lunedì 26 ottobre 2015

E sono 32! [Buon compleanno a Lui]



E niente, anche quest'anno non sono riuscita a renderti un papà. Perché saresti un gran papà. Sarai un gran papà.

Ma, abbiamo detto, vietato abbattersi. Quindi festeggeremo per bene questo compleanno, com'è giusto che sia. Quest'anno niente pacchetto, abbiamo deciso di concederci un weekend fuori porta, in compagnia. 

Per oggi sono previsti sontuosi festeggiamenti a base di carne al sangue, verdura fresca lavata nonsappiamocome, salumi, dolci a base di uovo crudo e, perché no, una bella bottiglia di vino.

Per le rinunce (alimentari) ci sarà tempo. Presto.

lunedì 28 ottobre 2013

30. Di bilanci, progetti e cifre tonde


Sabato hai compiuto 30 anni. 
Abbiamo festeggiato in modo semplice con gli amici di una vita, che finalmente abbiamo potuto invitare a casa. Sono riuscita a farti avere il regalo che desideravi e perfino a farti una sorpresa, perché non te lo aspettavi per niente. 

Tu avevi quello sguardo. 

Quello sguardo lì, di quando sei soddisfatto, di quando sei sereno, di quando sei felice. Per me quello sguardo non ha prezzo. 
Tu meriti questa felicità e sappi che io sono fiera e onorata di poterne fare parte.

E’ stato un compleanno-cifra-tonda. Inevitabile fare un po’ il punto della situazione. All’appello abbiamo 6 anni e mezzo di vita insieme, degli anelli che ci ricordano i passi più grandi che abbiamo fatto, un lavoro che finalmente ti piace e una casa sgangherata che pian piano sta diventando bellissima. Perché è la nostra. La casa dove ci immaginiamo quello che verrà, ma ancora non possiamo sapere. E’ uno strano entusiasmo a tratti struggente. Stiamo imparando che non tutto si può sempre pianificare e riusciamo a farcelo piacere. Affrontiamo un passo alla volta, risolviamo un problema alla volta, ci godiamo una gioia per volta. Sempre insieme. 



lunedì 2 settembre 2013

Ristrutturazione - settimane 14 e 15 - In altre parole, le Cacanze 2013


436: le email che aspettavano di essere lette al mio ritorno in ufficio.
93: le pulsazioni al minuto che avevo alle 11:58 del lunedì mattina. Sì, le ho contate.
7: giorni di mare (non consecutivi) che siamo riusciti a fare in due settimane di ferie.
106: giorni di cantiere ad oggi, 2 settembre.
3: amici conosciuti in vacanza (una coppia di ragazzi e il loro cagnolone. Ho scoperto l’ultimo giorno che lei è una mammagari come me. Intesa a pelle fortissima. Abbiamo riso e parlato molto. Bello quando succedono queste cose.)
2 metà: numero di copertine lavorate all’uncinetto.
1 solo: libro letto.
3: libri acquistati ancora da leggere.
Tante: ore di sonno recuperate.
Incalcolabili: calorie ingerite in eccesso.

Sono rientrata oggi dalle ferie. Due settimane di … ahem… cacanze, per usare un termine che ho imparato su twitter. Non è andata come immaginavo, devo essere sincera. I lavori a casa non sono stati terminati e abbiamo fatto meno della metà dei giorni di mare che avevamo programmato. Ma poteva andare peggio. Poteva piover... Abbiamo ugualmente avuto modo di riposarci, di godere della reciproca compagnia, di prender
e l’aperitivo in spiaggia e restarci a lungo anche dopo il tramonto. Abbiamo fatto nuove amicizie grazie a Lui che riesce sempre ad attaccare bottone a quelle persone che “ci ispirano”, diversamente da me che temo sempre di essere invadente o fuori luogo. Abbiamo avuto tempo per riflettere. Un lusso, per me che mi sento sempre inghiottita dalla quotidianità. Ci siamo presi del tempo per parlare, per pensare, per decidere cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere. Abbiamo deciso di affrontare qualche cambiamento finalizzato alla nostra felicità. Lui certamente è pronto, io non so. Ho però sempre creduto che ognuno sia in gran parte responsabile della propria felicità, pertanto dovrò prendere coraggio. So cosa devo fare ed è alla mia portata. Relax? Non adesso, non oggi. Ora ho da fare.

lunedì 12 agosto 2013

Mamma(e papà)gari


EPISODIO 1
Mentre eravamo a Milano, un giorno a pranzo(*) ci portano queste due lattine. 
Ce le mettono davanti come se nulla fosse, a me "Mamma" e a lui "Papà". 
Ne è seguito uno degli sguardi di intesa più belli della nostra storia. 
Non lo dimenticherò mai.

***


EPISODIO 2
Qualche sera prima, Lui mi ha portata a mangiare all'Indiano. Io non c'ero mai stata e mi sono sentita un po' la bambinetta ingenua condotta in giro per il mondo dall'uomo navigato... 
La cena ci è piaciuta ma molti ingredienti erano un po' misteriosi:
- Pensa, se io fossi stata incinta mica potevamo mangiare all'Indiano!
- Eh, ma vuoi mettere.

***

(*)Per la cronaca, nell'episodio 1 eravamo a pranzo qui. Iperconsigliato se vi piace il genere. 

martedì 30 aprile 2013

Inscatolando


Amoreeee, dov'è il nastro adesivooo?
[ma sì dai, facciamo bella questa casetta, guarda in che condizioni è adesso!]
Quello da pacchi? Ce l'hai sotto il naso.
[casetta bella e funzionale = famigliola felice] 
E il cutter? Dov'è il cutteeer??
[famiglia felice = bambiiiniiii] 
Ricordati di numerare gli scatoloni e di scrivere il loro contenuto sulla lista.
[bambini = aaahwww ... sospiro]

giovedì 25 aprile 2013

Riciclo creativo: il tappeto per il bagno


Ieri al telefono con Lui:


Ciao amore come va? Che fai?
Sono - ciomp - a pvRrranpPpzo - ciomp -
Ah ok. Giornataccia oggi. Ho bisogno di coccole stasera, e di un film da guardare insieme arrotolati sul divano.
Ehm...ma io stasera vado a cinema con un mio amico.
(sic!) Giusto, me lo avevi detto.

Cosa fa Mammagari in una serata da single con l'umore sotto i piedi? Comincia a inscatolare qualcosa in vista degli imminenti lavori? Si guarda un film che a Lui non sarebbe piaciuto? Anche. Ma la parola d'ordine per tirarsi su, in questi casi, è

ART ATTAK! In abbinamento con una commedia con Julia Roberts, fusa di gatto e una cena costituita da mezzo chilo di fragole. Mezzo chilo, avete letto bene.

Sono andata a frugare nella mia stanza e sono tornata sul divano vittoriosa brandendo un unicnetto n.10 e un enorme gomitolo di fettuccia di riciclo (ottenuta tagliuzzando le magliette, in rete ci sono milioni di tutorial, sono certa che avete presente) e mi sono fatta un (orribile) tappeto per il bagno. Però ho sfogato un po' di energie negative e mi sono sentita decisamente meglio.

Siccome volevo che il tappeto fosse un po' più lungo di come era venuto con la fettuccia che avevo, stamattina ho tagliuzzato altre magliette e ho prodotto un altro po' di materiale, così ho pensato di farvi vedere come si fa, dato che ora non ricordo più dove avevo trovato il tutorial (ma io l'ho veramente usato un tutorial per questa tecnica? Mia cognata è la campionessa mondiale di dammiletuemaglietteusateeticifacciountappeto, forse è più probabile che io abbia imparato guardando lei...)
Comunque.

Bisogna mettere da parte quelle magliette che avremmo messo negli stracci perchè avevano un buco, erano consumate, macchiate ecc... 
Con rotella e tappetino (ma anche le forbici vanno benissimo) eliminiamo le cuciture superiori e inferiori ed eventuali pezzi "sbordanti" (nel mio caso la parte superiore della canotta) fino ad ottenere un tubo di stoffa.










  
A questo punto, senza alzare dal piano di lavoro ciò che resta della t-shirt, pratichiamo delle incisioni che riducano a striscioline il nostro tubo di stoffa, con l'unica accortezza di tagliare fino in fondo soltanto da un lato, dall'altro lato invece dobbiamo fermarci prima del margine esterno. 
A questo punto giriamo il tessuto in modo da avere a portata di mano il fianco che non è stato tagliuzzato (il fianco sinistro della canotta, in questo caso). Io ho infilato sotto un cartoncino, per farvi vedere meglio il passaggio successivo, ma non è necessario che lo facciate anche voi:











Avendo praticato i tagli in questo modo, ora basterà unire con le forbici le strisce di tessuto in diagonale, come evidenziano le precisissime linee verdi che ho disegnato a pennarello per mostrarvi il procedimento. Abbiamo quindi la nostra fettuccia, pronta per essere riunita in un gomitolo e lavorata!















In alto a destra nell'ultima foto vedete il metodo per unire le varie strisce di tessuto che otterrete (ma si possono anche fissare assieme con un puntino, se preferite).

Ed ecco il mio tappeto! Stortignaccolo e un po' a righe visto che ho usato tessuti diversi, ma a me piace.

Amore guaaarda! Ho fatto un tappeto!
Per il TUO bagno, spero.

Ok non è piaciuto proprio a tutti... Però oltre a me qualcun altro lo ha apprezzato! ;)

mercoledì 27 marzo 2013

Bella la pancia





Mia cognata è incinta. La sua pancina dolce è abitata da qualche mese e io ho gli occhi a cuoricino. E’ un po’ come se fosse incinta mia sorella.



E’ un po’ come se fosse incinta tutta la famiglia. Siamo felici, non c’è che dire. 
Io anche un po’ invidiosa eh, ma che ve lo dico a fare?!



Da quando lei aspetta, Lui canta sotto la doccia. Lui, che a volte fa il rigidone e si vergogna a fare il tenero con la sorella, da qualche mese ne parla solo con aria adorante. Non davanti a lei, è chiaro. Lui è un uomo duro.



Io e Lui oggi ci stavamo scambiando qualche messaggio di ordine pratico-organizzativo e nel discorso era inclusa anche lei, la cognata abitata.

Lui taglia il discorso con una frase scollegata dal resto



Bella la pancia.

(piena)

(di sua sorella)

(che comincia a vedersi appena appena)         



Che spettacolo, avrò un nipotino sul quale potrò fare pratica. Non sto già più nella pelle!!!

PS No, non sto meditando di trasformare il blog in un'enciclopedia botanica, ma la settimana scorsa ho fatto alcune foto a tema floreale che mi mettono allegria, quindi ora ve le propino qui ;)

sabato 23 marzo 2013

Una rondine non fa primavera. Forse.


Capita che, dopo una serata fra soli uomini di età compresa fra 30 anni e 10 mesi, Lui butti lì una frase che manifesta la sua voglia di fare un figlio. Senza specificare il "poi" di cui ultimamente abbiamo molto parlato. Anzi, evidenziando una certa urgenza.

E tutta la razionalità? E tutti i calcoli? E tutte le paranoie?  
E la ristrutturazione della casa???

Senza la parte razionale della coppia mi gira un po' la testa, ma in fondo non è una brutta sensazione.