lunedì 18 gennaio 2016
Non fu Cannavacciuolo [la FIVET si avvicina]
mercoledì 11 novembre 2015
Ritenta, sarai più fortunata [verso la prossima fecondazione assistita]
lunedì 14 settembre 2015
Un vortice color arcobaleno
Questo c’è, dentro al mio stomaco.
E’ passata ormai una settimana da quando la Boss ha stabilito che “èmmeglio cominciare affare qualche tentativo”, anche se a me sembra un’era geologica. Una settimana trascorsa a recuperare medici e medicine. A fare telefonate sperando di non essere ascoltata, a recuperare informazioni in questo mondo contorto e complicato, con un fare da spia maldestra.
Con mia inizale delusione, sono state scelte le maniere soft. Pertanto, se la stimolazione andrà come deve, i primi di ottobre dovrei sottopormi a una IUI. Ma mi metto nelle mani della Boss, mi fido di ciò che decide lei. Se ha proposto questo, un motivo c’è e io voglio essere d’accordo.
No ma ci credete?! Io, l’eterna spettatrice. Io, che ormai lo vedevo come un sogno lontano e inarrivabile. Io, quella che ma magari! Io no, non ci posso credere.
Ma resto comunque con i piedi ben saldi per terra. So perfettamente che le probabilità di successo sono poche. Proprio poche. Un 15%, per voler essere ottimisti, la Boss è stata chiara.
Ma intanto è qualcosa. Incamminarsi su questa strada è già diverso che stare a lato a guardar passare i figli degli altri. Questa strada è una speranza. Il mio punto di partenza.
Il mio frigo trabocca di farmaci, miei compagni di squadra in questo strano gioco. I miei scarponi e il mio bastone da montagna. La mia borraccia e il mio panino. Sono pronta alla partenza. Devo solo attendere che il mio corpo faccia il suo dovere.
lunedì 22 giugno 2015
Lettera d'amore
sono mammagari, ti ricordi?
Quella scggiovane che non si sapeva se avesse le tube aperte o chiuse. Ecco, volevo dirti che abbiamo scoperto che le mie tube sono aperte, apertissime, e che da bravi abbiamo fatto tutti gli esami che ci avevi chiesto.
Anzi, a dire il vero ne abbiamo fatto anche qualcuno in più. E sembrano anche bellini.
Te li allego, così li puoi leggere con calma, stampare e mettere nella nostra hartellina. Ho messo in copia anche la segreteria, proprio come mi avevi chiesto.
Ho davvero voglia di sapere cosa ne pensi.
Ora, gentilmente, attendo un tuo riscontro, un tuo cenno, un tuo ciaoconlamanina, un piccione, una bruschetta coi fegatini in fronte, quello che vuoi tu.
Con affetto e simpatia,
mammagari.
lunedì 9 febbraio 2015
Guardo e passo
Arrivò Big Snow e tutto si fece ovattato. L'automobile intrappolata nella neve e le strade impraticabili portarono in dono un venerdì di festa non preventivato. Il messaggino del capo parlava chiaro *io non ho intenzione di spostare le chiappe dal divano per tutta la giornata* quindi calma e tranquillità regnarono sovrane. Un libro nuovo, gatto, uncinetto, tisane e marito. Cosa volere di più.
Poi arrivò il sabato e una raccomandata poco gradita, ritirata a piedi in un ufficio postale sovraffollato e bollente, raggiunto a piedi, in qualche modo. Ma ci fu anche una serata fra amici, piacevole, intima e ridanciana, che aggiustò l'umore.
Poi ci fu la domenica, e un pranzo al quale non so se ho fatto bene ad andare, che doveva essere l'argomento di questo post. Un pranzo con una decina di bambini, alcuni dei quali cercatissimi ma alla fine arrivati, dove eravamo l'unica coppia senza figli. E ci sentivamo un po' sbagliati.
E oggi è lunedì. E la settimana è partita non nel migliore dei modi, ma è partita. Prima di tornare a casa passo da Raffaella Carrà a farmi trascrivere un po' degli esami prescritti dalla Boss sui fogli rossi, si sa mai che si riesca a fare un po' di economia (dubito eh... ma ho provato). Mi domanda come mai questi esami e la aggiorno... dopo tutto non ci vedevamo da un bel po'. Il commento è stato lapidario:
Questo mi ha detto. Sìssignori. E me le ha fatte proprio girare. Vorticosamente. Perchè sebbene la frase possa essere esatta da qualche (?) punto di vista, è il tempo verbale che proprio non è adatto. Io AVREI tutto il tempo che voglio. Ma non ce l'ho. Perchè averlo e non poterlo usare come si desidera è un po' come non averlo. E poi, parliamone, ha senso che un medico giudichi una scelta? Ecco, in generale per me no.
Cito la Boss che aveva risposto così a una domanda di Lui riguardo l'età in cui cominciare a considerare l'idea di chiedere l'aiuto del pubblico piuttosto che la telefonata a casa
Perchè quando si parla di problemi nel concepimento o di fecondazione assistita, il pensiero va subito a due vecchiacci che hanno egoisticamente fatto la loro vita e decidono di diventare genitori quando la biologia ormai ha detto NO come l'uomo Del Monte. E non si pensa mai alle coppie... sì insomma, a tutte le altre coppie. Perchè possono esserci i due venticinquenni col varicocele e le tube sigillate come il tappo del Vinavil al terzo utilizzo. Possono esserci quei due che si sono conosciuti alla soglia dei 40 e, prima di metter su famiglia, hanno preferito conoscersi un pochino. Possono esserci quelli che hanno avuto qualche piccolo grande intoppo di salute, e a loro servirà anche il 50:50. Possono esserci anche quelli che si svegliano una mattina e decidono che forse hanno cambiato idea rispetto alla loro ferma convinzione di essere una coppia no-kid e la cosa da sola non succede. Che ne sappiamo noi. Che ne sanno loro?!
Ma non mi scompongo neanche più. Io vado dritta per la mia strada e di lor non mi curo. Questo mese si producono tutti i dati mancanti poi si va dritti a sentire la Boss, che lei risposte così so per certo che non me ne darà mai.
venerdì 30 gennaio 2015
Il primo incontro con la Boss
Al principio era neve, poi è diventata pioggia. Un bel po' di pioggia. Il taxi ci porta all'indirizzo che mi ero segnata, chiedendoci conferma se fosse quello il posto.
All'interno fiori freschi e divanetti verdi. Deserti. Poi arriva lei, la Boss, la famosa Boss, e finalmente ci fa accomodare nel suo studio. Un allegro pannello arancione e un piglio da zia affettuosa che ti fa sentire a casa. Un cardigan color ruggine e una bella spilla vintage.
Come sospettavo, i nostri esami erano pochi. Troppo pochi. E dovremo (finalmente!!!) farne altri per avere il quadro completo della situazione. Alla Bionda si rizzerebbero i capelli. La Boss ci ha illustrato con parole semplici e ausilio di mimo (fatHe conto che le mi braccia sian le tHube) quelle che secondo lei potrebbero essere delle problematiche che ancora non abbiamo verificato.
Mi è piaciuto che abbia preso tempo (Ovvia la Hartellina 'un ve la dHo, mi sembra prematHuro) e che si sia riservata di capire, prima di indirizzarci verso una qualsiasi strada. Mi è piaciuto che sia stata schietta e diretta (vedetHe, il problema delle percentHuali è che son percentHuali, e se non scè il 100% cHertezze un ce n'è) ma anche ottimista e rassicurante (sarà per il mestiere cheffaccio, ma io esami così boni ne vedo raramente). Ha risposto a tutte le nostre domande ed è stata molto esauriente. Poi di domande me ne son venute altre mille il giorno dopo. Ma questo già me lo aspettavo.
Quindi ora sotto a produrre i dati che mancano, poi ci si riaggiorna. Che la Boss è tecnologicamente sul pezzo e aspetta tutto per email. Ma mettHete in copia anche la segretHeria, che magari lo stesso scgiorno mi arrivano ducento email e qualcuna me la perdo.
La amo.

