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lunedì 18 gennaio 2016

Non fu Cannavacciuolo [la FIVET si avvicina]

Dopo due, dico due test di gravidanza nulli poiché entrambi scaduti nel 2014 (povera me, ho fatto scadere anche il clear blue delle grandi occasioni che conservavo per quella che sarebbe stata la volta buona) giovedì 14 siamo finalmente stati a trovare la Boss.

Aveva una simpatica spilla di osso e perline a forma di elefante ed è stata gradevole ed esauriente come al solito. Alla fine mi ha pure visitata (lei, e non Cannavacciuolo. Lol.).

Ha convenuto che, a questo punto, la FIVET sia una scelta con una sua logica, e anche sensata. E che il 35% di probabilità (della FIVET, ICSI per la precisione) è più bello del 12% (della IUI). E che il 47% della FIVET da congelato (ammesso di essere un embrione fortunato, uno dell'80% che sopravvive allo scongelamento) è ancora meglio.

Non servono altri esami e possiamo partire dal nuovo ciclo (arrivato oggi) o col prossimo (più probabile, giusto per organizzarci un attimo e raccattare tutti i farmaci - dannato Cetrotide non mutuabile da fare con le siringhe vere, io volevo la penna! - )

Ci ha rassicurato riguardo ai nuovi protocolli che hanno praticamente azzerato i casi di iperstimolo e sul fatto che il pick up in anestesia locale + blanda sedazione in vena sia assolutamente fattibile. Ho letto che, finita l'anestesia, il dolore arriva eccome, ma ormai sei già a casa tua nel tuo letto. Ho deciso che per l'occasione mi regalerò un pigiama nuovo. Tiè. 

Ero impaziente di partire subito, ma alla fine questo mese di bonus lo userò in modo intelligente per prepararmi per bene. Approfondire il nuovo trip dell'agopuntura, allenarmi come prima del ciclo di ottobre (eh si, ci ho messo un po' a riprendermi del  tutto dopo essere stata ferma 3 settimane intere) e magari perdere un altro paio di chili. Mettere per bene a posto la casetta (sto diventando fissata) e riempire il sottoscala di carta igienica e detersivi. Così da potermi concentrare per un mese solo su di me e su qualche bel libro da leggere. 

L'infertilità ti regala anche qualche lusso,  non ho intenzione di perdermene nemmeno uno!!!

mercoledì 11 novembre 2015

Ritenta, sarai più fortunata [verso la prossima fecondazione assistita]

DRIIIIN

Buonscgiorno, sono la Boss, può parlare?

[veramente no, ma se non parliamo adesso ho troppa paura che passi un altro mese] Certo! Perbacco! Ci mancherebbe.

Eh, meglio tardi chemmai. Abbia pazienza. Dunqhue, io la chiamavo per tirare un pollefila del dischorso: alla fine l'inseminazione sèffatta co uno. 

(!)

Ehssì. Uno dei due boni si era fermato all'ultimo momento. L'esame del liquido seminale era perfetto. Però sa... Le probabilità erano un po' pochine con uno soltanto.

Quindi? Cosa ci consiglierebbe?

Io un altro tentativo (di IUI) lo farei. Però dassubito con il dosascggio di Puregon che abbiamo usato alla fine.

Ma provare subito con una FIVET?

Sto rileschggendo ora la hartella, èbbona, io fossi in lei un altro tentativo lo farei. Ci pensi, poi mi chiama quando siete pronti.

Ormai di sicuro faremo passare le feste, perché pianificare un monitoraggio a cavallo delle giornate scritte in rosso mi sembra complicato, poi ci sentiamo. Ok?

Ok, a presto.

CLICK

Sono combattuta. Non so se fidarmi ciecamente e ritentare la IUI o impuntarmi per una FIVET. La IUI mi sembra uno spreco di tempo, ma non è il mio mestiere stabilirlo... Ci sono senza dubbi dosaggi di farmaci e invasività minori, ma anche minori probabilità. Vorrei giocarmi bene le mie carte, non far passare così anche il 2016, senza contare che non posso assentarmi dal lavoro tremila volte senza farmi beccare. Sono molto tentata di forzare la mano, ma non so se sia la scelta giusta. 

Ho tempo, cercherò di sfruttarlo per pensare bene.

lunedì 14 settembre 2015

Un vortice color arcobaleno



Questo c’è, dentro al mio stomaco. 

E’ passata ormai una settimana da quando la Boss ha stabilito che “èmmeglio cominciare affare qualche tentativo”, anche se a me sembra un’era geologica. Una settimana trascorsa a recuperare medici e medicine. A fare telefonate sperando di non essere ascoltata, a recuperare informazioni in questo mondo contorto e complicato, con un fare da spia maldestra.  

Con mia inizale delusione, sono state scelte le maniere soft. Pertanto, se la stimolazione andrà come deve, i primi di ottobre dovrei sottopormi a una IUI. Ma mi metto nelle mani della Boss, mi fido di ciò che decide lei. Se ha proposto questo, un motivo c’è e io voglio essere d’accordo.

No ma ci credete?! Io, l’eterna spettatrice. Io, che ormai lo vedevo come un sogno lontano e inarrivabile. Io, quella che ma magari! Io no, non ci posso credere. 

Ma resto comunque con i piedi ben saldi per terra. So perfettamente che le probabilità di successo sono poche. Proprio poche. Un 15%, per voler essere ottimisti, la Boss è stata chiara. 

Ma intanto è qualcosa. Incamminarsi su questa strada è già diverso che stare a lato a guardar passare i figli degli altri. Questa strada è una speranza. Il mio punto di partenza. 

Il mio frigo trabocca di farmaci, miei compagni di squadra in questo strano gioco. I miei scarponi e il mio bastone da montagna. La mia borraccia e il mio panino. Sono pronta alla partenza. Devo solo attendere che il mio corpo faccia il suo dovere.

lunedì 22 giugno 2015

Lettera d'amore

Cara Boss,

sono mammagari, ti ricordi? 
Quella scggiovane che non si sapeva se avesse le tube aperte o chiuse. Ecco, volevo dirti che abbiamo scoperto che le mie tube sono aperte, apertissime, e che da bravi abbiamo fatto tutti gli esami che ci avevi chiesto. 

Anzi, a dire il vero ne abbiamo fatto anche qualcuno in più. E sembrano anche bellini. 
Te li allego, così li puoi leggere con calma, stampare e mettere nella nostra hartellina. Ho messo in copia anche la segreteria, proprio come mi avevi chiesto.
Ho davvero voglia di sapere cosa ne pensi.

Ora, gentilmente, attendo un tuo riscontro, un tuo cenno, un tuo ciaoconlamanina, un piccione, una bruschetta coi fegatini in fronte, quello che vuoi tu. 

Con affetto e simpatia,
mammagari.

lunedì 9 febbraio 2015

Guardo e passo


Arrivò Big Snow e tutto si fece ovattato. L'automobile intrappolata nella neve e le strade impraticabili portarono in dono un venerdì di festa non preventivato. Il messaggino del capo parlava chiaro *io non ho intenzione di spostare le chiappe dal divano per tutta la giornata* quindi calma e tranquillità regnarono sovrane. Un libro nuovo, gatto, uncinetto, tisane e marito. Cosa volere di più.

Poi arrivò il sabato e una raccomandata poco gradita, ritirata a piedi in un ufficio postale sovraffollato e bollente, raggiunto a piedi, in qualche modo. Ma ci fu anche una serata fra amici, piacevole, intima e ridanciana, che aggiustò l'umore.

Poi ci fu la domenica, e un pranzo al quale non so se ho fatto bene ad andare, che doveva essere l'argomento di questo post. Un pranzo con una decina di bambini, alcuni dei quali cercatissimi ma alla fine arrivati, dove eravamo l'unica coppia senza figli. E ci sentivamo un po' sbagliati.

E oggi è lunedì. E la settimana è partita non nel migliore dei modi, ma è partita. Prima di tornare a casa passo da Raffaella Carrà a farmi trascrivere un po' degli esami prescritti dalla Boss sui fogli rossi, si sa mai che si riesca a fare un po' di economia (dubito eh... ma ho provato). Mi domanda come mai questi esami e la aggiorno... dopo tutto non ci vedevamo da un bel po'. Il commento è stato lapidario:


Come mai questa fretta? A 30 anni  [verificando l'età sul monitor] 
ha tutto il tempo che vuole per far dei figli.

Questo mi ha detto. Sìssignori. E me le ha fatte proprio girare. Vorticosamente. Perchè sebbene la frase possa essere esatta da qualche (?) punto di vista, è il tempo verbale che proprio non è adatto. Io AVREI tutto il tempo che voglio. Ma non ce l'ho. Perchè averlo e non poterlo usare come si desidera è un po' come non averlo. E poi, parliamone, ha senso che un medico giudichi una scelta? Ecco, in generale per me no.

Cito la Boss che aveva risposto così a una domanda di Lui riguardo l'età in cui cominciare a considerare l'idea di chiedere l'aiuto del pubblico piuttosto che la telefonata a casa 

l'etHà l'è una questione relatHiva. Isseddhue c'hanno ventiscinq'anni e provano da scinque, io un controllino lo farei anche se ssò sccgiovani.

Perchè quando si parla di problemi nel concepimento o di fecondazione assistita, il pensiero va subito a due vecchiacci che hanno egoisticamente fatto la loro vita e decidono di diventare genitori quando la biologia ormai ha detto NO come l'uomo Del Monte. E non si pensa mai alle coppie... sì insomma, a tutte le altre coppie. Perchè possono esserci i due venticinquenni col varicocele e le tube sigillate come il tappo del Vinavil al terzo utilizzo. Possono esserci quei due che si sono conosciuti alla soglia dei 40 e, prima di metter su famiglia, hanno preferito conoscersi un pochino. Possono esserci quelli che hanno avuto qualche piccolo grande intoppo di salute, e a loro servirà anche il 50:50. Possono esserci anche quelli che si svegliano una mattina e decidono che forse hanno cambiato idea rispetto alla loro ferma convinzione di essere una coppia no-kid e la cosa da sola non succede. Che ne sappiamo noi. Che ne sanno loro?!

Ma non mi scompongo neanche più. Io vado dritta per la mia strada e di lor non mi curo. Questo mese si producono tutti i dati mancanti poi si va dritti a sentire la Boss, che lei risposte così so per certo che non me ne darà mai.

venerdì 30 gennaio 2015

Il primo incontro con la Boss


Al principio era neve, poi è diventata pioggia. Un bel po' di pioggia. Il taxi ci porta all'indirizzo che mi ero segnata, chiedendoci conferma se fosse quello il posto. 
Che ne sappiamo noi? Non ci siamo mai stati. 
Però, guarda, c'è l'insegna. Siamo qui. Siamo nel posto giusto. Nel posto dove succedono le cose. Dove la vita di tante persone è cambiata. Nel posto dove si danno calci nel sedere alla fortuna.

All'interno fiori freschi e divanetti verdi. Deserti. Poi arriva lei, la Boss, la famosa Boss, e finalmente ci fa accomodare nel suo studio. Un allegro pannello arancione e un piglio da zia affettuosa che ti fa sentire a casa. Un cardigan color ruggine e una bella spilla vintage.

Madonna Home ll'è sscgiovane, quanti anni scccià?
31 [perchè ho risposto 31 che li compirò a marzo?! Cominciamo bene.]

Come sospettavo, i nostri esami erano pochi. Troppo pochi. E dovremo (finalmente!!!) farne altri per avere il quadro completo della situazione. Alla Bionda si rizzerebbero i capelli. La Boss ci ha illustrato con parole semplici e ausilio di mimo (fatHe conto che le mi braccia sian le tHube) quelle che secondo lei potrebbero essere delle problematiche che ancora non abbiamo verificato. 

Mi è piaciuto che abbia preso tempo (Ovvia la Hartellina 'un ve la dHo, mi sembra prematHuro) e che si sia riservata di capire, prima di indirizzarci verso una qualsiasi strada. Mi è piaciuto che sia stata schietta e diretta (vedetHe, il problema delle percentHuali è che son percentHuali, e se non scè il 100% cHertezze un ce n'è) ma anche ottimista e rassicurante (sarà per il mestiere cheffaccio, ma io esami così boni ne vedo raramente). Ha risposto a tutte le nostre domande ed è stata molto esauriente. Poi di domande me ne son venute altre mille il giorno dopo. Ma questo già me lo aspettavo.

Quindi ora sotto a produrre i dati che mancano, poi ci si riaggiorna. Che la Boss è tecnologicamente sul pezzo e aspetta tutto per email. Ma mettHete in copia anche la segretHeria, che magari lo stesso scgiorno mi arrivano ducento email e qualcuna me la perdo.  
La amo.