lunedì 7 marzo 2016

Una che c'è passata - 1 - Che cos'è la PMA

Son qui che penso come sopravvivere nel momento più difficile della mia PMA: l'attesa dopo il transfer. Quel momento in cui signora, mi raccomando, vita di sempre ma anche signora, mi raccomando, riposo assoluto e qualsiasi cosa tu faccia, secondo l'opinione di qualcuno, sbaglierai. Quelle giornate di continui crampi uterini (uno forte stanotte sulla destra, che mi ha fatto sentire una fitta dal gomito al ginocchio, e un altro degno di nota stamattina sulla sinistra, intervallati da una continua sensazione di tiraemolla là dentro, che da una parte fa ben sperare, dall'altra è semplicemente spaventosa. Vorrei avere qui con me chi c'è già passato a dirmi tranquilla, andrà tutto bene, proprio com'è successo a me. Mi servirebbe una camomilla. Mi servirebbero le istruzioni per l'uso, mi servirebbe un manuale.

Così come mi sarebbe servito dall'inizio, del resto!

Ho deciso allora (anche per ingannare il tempo in modo divertente, lo ammetto) di fornire su questo blog uno strumento utile a chi sta vagliando la possibilità di ricorrere alla PMA. Io avrei tanto voluto trovarlo in rete, ma ciò che risultava dalle mie ricerche erano sempre schemini di tipo strettamente medico o resoconti di singole esperienze, a volte molto frammentati; sempre interessanti, ma nessuno esauriente rispetto agli interrogativi che avevo da risolvere.

Ciò che serviva a me era un suggerimento un po' più completo, soprattutto dal punto di vista pratico, ma anche emotivo, su come procedere lungo questo tortuoso cammino.
Molte informazioni le avevo trovate sul blog di Nina Cerca, che però purtroppo è stato chiuso da Nina ormai parecchio tempo fa. Non pretendo certo la sua popolarità e non è a questo che ambisco. Desidero invece redigere un manualetto sintetico, che metta a disposizione la mia esperienza a chi si trova ad approcciare lo stesso problema che è capitato a me.

Troverete i post dedicati a questo compendio contrassegnati dal tag Manualetto PMA.

Essendo il frutto della mia esperienza personale, va da sè che non sarà l'oro colato della PMA, quanto piuttosto come mi sono o mi sarei comportata io in questa situazione, talvolta col senno di poi.
Non pretendo certo di dare tutte le risposte alle vostre domande, non sono ne un medico ne un tecnico ma, a quelle che posso, lo faccio volentieri.

L'idea mi è venuta rispondendo alle email di diverse ragazze che mi hanno chiesto in privato qualche suggerimento; mi sono trovata molto gratificata nel poterle aiutare, perciò ho pensato di rendere pubblici i suggerimenti che ho dato a loro, e anche le altre informazioni che ho racimolato faticosamente in questi anni.

Se avete voglia, condividete le vostre esperienze nei commenti, sono molto gradite a me e saranno utili a chi passerà di qua per informarsi. Anche dubbi e domande, ovviamente, sono ben accetti!

Quindi cominciamo. Dall' ABC, ovviamente.

***

CHE COS'E' LA PMA

La procreazione medicalmente assistita (per gli amici solo procreazione assistita, o PMA) è un percorso terapeutico volto a far instaurare una gravidanza nelle coppie che non riescono ad ottenerla naturalmente.

Per come la vedo io, è una cura, un aiuto, così come una chemioterapia in caso di tumore o un antibiotico in caso di infezione.

Le tecniche di PMA sono diverse a seconda delle problematiche che vengono evidenziate (o che non vengono evidenziate) nella coppia e anche rispetto alla fretta che la coppia ha di ottenere la gravidanza. Ad esempio, una coppia con un'età maggiore avrà più fretta di ottenere una gravidanza, così come una coppia, magari anche giovanissima, che però sta facendo tentativi da molti anni e non ne può più di aspettare, potrebbe avere altrettanta fretta.

Queste tecniche si dividono in primo e secondo livello: con meno probabilità di successo ma meno invasive e quasi prive di complicanze quelle di primo livello, con più probabilità di successo ma più invasive e con possibili complicanze quelle di secondo livello. Le tecniche di primo livello sono inoltre molto meno costose di quelle di secondo livello.

Le tecniche di primo livello si riassumono fondamentalmente nella IUI (inseminazione intra uterina... ho scoperto recentemente che si legge ìui e non iùi, come dicevo io!), che io ho tentato a ottobre 2015, senza successo (trovate tutti i post sul blog etichettati con il tag IUI). Consiste nell'inserire all'interno dell'utero mediante un catetere (completamente indolore) il liquido seminale raccolto il giorno stesso tramite masturbazione e trattato in modo da essere "potenziato" rispetto alla sua condizione naturale. Questo avviene nel periodo dell'ovulazione, che può essere spontanea o indotta con farmaci (iniezioni sottocute di ormone follicolo stimolante FSH, nome commerciale Gonal F, Puregon ecc) che si iniziano in un momento indicato dal medico dopo la comparsa del ciclo mestruale e si assumono tutti i giorni fino a poco prima dell'ovulazione, che viene indotta in un momento preciso tramite una sola iniezione sottocute di gonadotropina corionica HCG (nome commerciale Gonasi, Ovitrelle ecc) che deve essere fatta in un giorno e in un orario precisissimo indicato dal medico, 36 ore esatte prima dell'inseminazione. La stimolazione farmacologica nella donna in questo caso è minore poichè finalizzata alla produzione di massimo 3 ovociti maturi, pena la sospensione del trattamento stesso (o la sua conversione in un trattamento di secondo livello) per scongiurare il rischio di gravidanze plurigemellari, piuttosto comuni agli albori della fecondazione assistita, oggi estremamente rare.

Le tecniche di secondo livello sono più numerose, ma si riassumono nella FIVET (fecondazione in vitro, che sta per fertilization vitrum embryo transfer) e nella sua versione leggermente più "spinta", la ICSI (intracytoplasmic sperm injection), come quella che sto effettuando io adesso (trovate tutti i post nel blog etichettati con il tag ICSI). Le tecniche di secondo livello prevedono sempre una stimolazione farmacologica simile a quella che si esegue spesso per le tecniche di primo livello, ma con un dosaggio maggiore, volto alla produzione di un numero più alto di ovociti maturi (da 5 a 18 circa), poichè nelle tecniche di secondo livello essi vengono prelevati dalle ovaie dalla donna tramite un piccolo intervento che si chiama pick up e inseminati in laboratorio. Se, fecondando gli ovociti, verranno prodotti più embrioni di quelli che sono necessari per il ciclo di fecondazione assistita in corso, quelli in sovrannumero potranno essere congelati e saranno utilizzabili per eventuali cicli successivi, che non richiederanno ne stimolazione farmacologica per la donna ne raccolta di nuovo liquido seminale. Dopo qualche giorno dal pick up (3-6 giorni circa) viene effettuato l'embryo transfer (trasferimento dello/degli embrioni, solo transfer per gli amici) e uno o più embrioni (generalmente 1 o 2, massimo 3) vengono posizionati nell'utero, con la stessa procedura indolore con cui viene inserito nella donna il liquido seminale trattato nella procedura IUI.
FIVET e ICSI si differenziano per il metodo con cui vengono inseminati gli ovuli: nella FIVET tradizionale è lo spermatozoo che da solo deve entrare nell'ovocita, mentre nella ICSI viene "sbucciato" l'ovocita della sua membrana esterna e lo spermatozoo viene iniettato direttamente al suo interno. L'ICSI nasce infatti come soluzione ai casi in cui gli spermatozoi conformi sono pochi o poco vitali, in modo da poter selezionare quelli migliori e con essi inseminare gli ovuli. Inoltre, in questa tecnica, è previsto che i gameti maschili possano essere prelevati sia tramite masturbazione nella giornata del pick up, come nelle tecniche di primo livello, ma anche chirurgicamente (tecniche MESA PESA TESE TESA) laddove ce ne fosse la necessità a causa di varie problematiche maschili, sulle quali però non mi dilungherò. Della ICSI esiste anche la variante IMSI, che prevede una selezione più rigorosa degli spermatozoi da utilizzare.
Attualmente, la ICSI viene di solito preferita alla FIVET anche in caso di buone caratteristiche del liquido seminale, poichè ha una percentuale migliore di fecondazione corretta degli ovociti (già che tutto si trova in laboratorio... fatto 30 si fa 31!). Gli ovociti infatti è molto probabile che non si fecondino tutti, e non è detto che quelli fecondati si sviluppino in modo conforme ad essere utilizzati. A grandi linee possiamo immaginare che gli embrioni idonei ad essere utilizzati possano essere numericamente circa dal 50% all'80% degli ovociti conformi prelevati durante il pick up (e non è detto che quelli prelevati siano tutti conformi). Quindi meglio optare per la tecnica che ci fa rischiare di sprecarne meno, ovvero la ICSI.

Si parla di PMA omologa quando sia i gameti maschili che femminili sono quelli dei componenti della coppia, mentre invece si tratta di PMA eterologa quando o i gameti maschili o quelli femminili o entrambi derivano da donatori. Ci sono molti casi diversi per cui si ricorre alla PMA eterologa, i più frequenti sono quando la donna ha esaurito la riserva ovarica, quando il liquido seminale non è di buona qualità, quando l'età è avanzata o sono presenti delle patologie, quando si hanno ripetuti fallimenti con la PMA omologa o in caso di donne single o coppie omosessuali.

Percentuali di successo delle tecniche di PMA: la scienza sta facendo passi da gigante in questo campo e ogni anno ci sono grandi miglioramenti, possiamo affermare che le percentuali di successo possano nel 2016 essere verosimilmente: 8-12% per ogni ciclo IUI e 30-35% per ogni embrione trasferito da fresco ottenuto con FIVET/ICSI (la percentuale di riuscita in caso di embrione trasferito da scongelato è leggermente più alta, ma non tutti gli embrioni conformi congelati sopravvivono e restano conformi ad essere utilizzati dopo lo scongelamento).
NB questi dati sono quelli che hanno riferito a noi, quindi relativi a un'età poco superiore ai 30 anni. Ovviamente le percentuali di riuscita scendono progressivamente con l'età, fino ad abbassarsi moltissimo dopo i 43-45 anni.
Se fate una ricerca, sappiate che in rete si trovano numeri piuttosto diversi, talvolta anche perchè molto vecchi, io ho piacere di riferirvi questi poichè sono aggiornatissimi e sono stati indicati a noi da dei medici, non da Google... ma non pretendo che siano perfettamente esatti! Prendeteli come un riferimento, non come la Verità.
E' importante specificare anche che le percentuali "di successo" indicano il fatto che si instauri una gravidanza, non che la stessa venga poi portata a termine. Sono purtroppo due cose molto diverse...

Al termine del ciclo di fecondazione assistita, si ritiene infatti che la gravidanza eventualmente instaurata sia fisiologica (ovvero del tutto normale e non a rischio) e avrà le stesse probabilità di una gravidanza spontanea di essere portata a termine (diversa è la situazione -meno comune- di una gravidanza gemellare: questa viene sempre infatti considerata una gravidanza a rischio, sia essa ottenuta naturalmente o con PMA).

In generale credo però che sia normale e umano desiderare di concedersi qualche attenzione in più in gravidanza se si è ricorsi alla PMA, non tanto perchè un feto abbia più o meno valore di un altro, il loro valore è sempre uguale, quanto per l'iter faticoso e a volte lunghissimo (di solito anni) che ha portato una coppia ad arrivare a una gravidanza tramite PMA, e al desiderio di cercare di favorire le cose il più possibile, ma anche di sentirsi con la coscienza a posto nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.

Nei prossimi capitoli di questo manualetto troverete le varie fasi che compongono i cicli di PMA e i miei suggerimenti in merito, dalla decisione di ricorrervi fino al transfer. Spero davvero possano esservi utili, buona lettura.

La prossima puntata del Manualetto: Aiuto! Non rimango incinta.

2 commenti:

  1. Ciao! Anche io sono nell'attesa infinita del post transfer. Avevo pensato qualche tempo fa di creare una mini guida alla pma, anche io, ma non mi sono sentita all'altezza. sono felice che lo abbia fatto tu! E se ti serve una mano sono qui.
    P.s. Ho le beta lunedì, hai qualche consiglio sul come non impazzire?! ;)
    Uff...me lo fa pubblicare solo come "anonimo" ma in realtà sono "cicognacisei"!

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    1. Ciao! Ma siamo super coordinate! anche io devo aspettare fino a lunedì. Non ho idea se riuscirò ad arrivarci sana di mente nemmeno io, ma almeno possiamo tenerci compagnia.
      Scrivere è una delle mille cose che sto facendo per tenere la testa impegnata, il manualetto è nato un po' anche per questo. Se avrò bisogno, conterò su di te :) intanto.... In bocca al lupo! A presto

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